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San Vito al Tagliamento
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Presentazione dei restauri dei dipinti del Salone Nobile di Palazzo Altan-Rota e del Vesperbild del Museo Civico
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07/09/24
Giovedì 5 settembre 2024 sono stati inaugurati i restauri dei dipinti del salone nobile di palazzo Altan-Rota e del Vesperbild del Museo civico. Erano presenti l’Assessore alla Vitalità, Andrea Bruscia, il direttore della Fondazione Friuli, Luciano Nonis, il presidente della BCC Pordenonese e Monsile, Paolo Rambaldini assieme al direttore generale, Gianfranco Pilosio, e al funzionario Massimo Drigo, l’ispettrice della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, Annamaria Nicastro, il personale dell’Ufficio Beni e Attività Culturali del Comune, Micaela Paiero, responsabile di Area, Antonio Garlatti e Anna Coassin, i restauratori Stefano Tracanelli e Valentina Scuccato, la progettista e direttrice dei lavori, Fabiola Molinaro, il fotografo Claudio Mansutti e il rappresentante della ditta Dform-Theke, Giannantonio Ros.
L’Assessore Bruscia ha sottolineato che «grazie al sostegno della Fondazione Friuli, della BCC Pordenonese e Monsile e con fondi propri è stato possibile completare il restauro di due testimonianze storico-artistiche importanti non solo per la comunità sanvitese ma per tutto il territorio regionale».
L’ispettrice della soprintendenza, Annamaria Nicastro, Fabiola Molinaro, progettista e direttrice dei lavori, assieme al restauratore Stefano Tracanelli hanno presentato il recupero delle decorazioni e delle vedute del salone nobile di palazzo Altan-Rota. I lavori hanno interessato principalmente le quattro ampie quadrature delle pareti di impronta tardo settecenteca che mostrano, oltre le balaustre, quinte architettoniche di matrice classica. Sul soffitto e sopra gli ingressi sono riconoscibili entro medaglioni o cornici mistilinea i ritratti di alcuni personaggi illustri di San Vito e del territorio friulano: Federico Altan, Pomponio Amalteo (?), Gian Domenico Bertoli, Anton Lazzaro Moro, Paolo Sarpi. Nel recente restauro, attraverso il processo di pulitura, sono state eliminate le stratificazioni di materiali estranei alla decorazione pittorica. A causa dello stato conservativo, prediligendo la salvaguardia dei beni, sono state rimosse le ridipinture con vedute di paesaggi, riferibili a volontà stilistiche di epoche diverse e attribuibili al periodo di permanenza nel palazzo dei conti Rota. È stato eseguito un consolidamento finalizzato a migliorare le caratteristiche di coesione e di adesione tra i materiali costituenti l’opera. Sono state poi realizzate delle stuccature con lo scopo di colmare le lacune e le discontinuità degli strati preparatori e non offrire agli agenti patogeni un insediamento in profondità nella materia preparatoria. Si è provveduto infine a ridare lettura all’opera integrando le stuccature e le mancanze di colore presenti sulla superficie pittorica.

Al Castello Antonio Garlatti, dell’Ufficio Beni e Attività Culturali, e la restauratrice Valentina Scuccato hanno poi presentato i lavori di restauro del Vesperbild, conservato nel museo civico “Federico De Rocco”. L’opera, dono della famiglia Tullio-Altan, rappresenta uno degli otto esemplari di Vesperbild presenti in Friuli, una scultura devozionale raffigurante la “Pietà”, ottenuta con la tecnica del “Gusstein”, letteralmente “pietra colata”. Questa tipologia di immagine devozionale si diffuse molto probabilmente a partire dal ‘300 in Europa centrale.
La presenza di questi manufatti in Friuli e nei territori confinanti, come l’Istria e la Slovenia si lega alla presenza in regione nel XV secolo di artigiani tedeschi, che nel 1449 diedero vita a Udine alla confraternita della “Santissima Trinità”.
Queste immagini della sera, semplificazione del “Compianto di Cristo morto”, erano usate per i riti serali. La tipica espressione d’angoscia, che traspare in queste opere, è data dal contrasto tra le linee morbide della Vergine e la rigidità del corpo senza vita di Cristo.
L’intervento di restauro – ha dichiarato l’Assessore alla Vitalità Andrea Bruscia – finanziato dalla Fondazione Friuli e da fondi comunali, è stato realizzato, sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, dal laboratorio pordenonese di Valentina Scuccato ed è riuscito a contenere il degrado relativo alla formazione di sali in superficie e a ripristinare per quanto possibile una corretta lettura estetica dell’opera. Al termine dei lavori la scultura è stata collocata all’interno di una teca (climabox) appositamente realizzata dalla ditta Dform-Theke di Pasiano di Pordenone per mantenere stabile la sua conservazione nel tempo». L’Assessore Bruscia e la dottoressa Nicastro hanno inoltre aggiunto che a breve, grazie alla segnalazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia verrà acquisito dal Comune di San Vito al Tagliamento un altro esemplare di Vesperbild di area friulana recentemente messo in vendita da una casa d’aste piemontese e successivamente vincolato dalla Soprintendenza di Vercelli.